SAN SIMONE: REGIO DECRETO

La piccola frazione di San Simone è ricca di antichità e testimonianze storiche. Prime fra tutte la chiesa, da cui deriva il nome, anteriore al 1664, anno citato nella visita pastorale che mons. Antonio Perez della Lastra fece nell'anno 1684. Di notevole rilevanza e interesse anche le tombe a fossa, bizantine, scoperte nel 1928, che confermano l'esistenza di una grancia "basiliana" ubicata, forse, nella "grotta te lu Monacu" (grotta del Monaco), oltre a quella di "Santa Maria de Atoca", in Rodogallo, ricordata nella pergamena n.7 dell'agosto 1191 dell' abbazia di San Mauro e assorbita nel 1700 dalla cappella della famiglia Ravenna, oggi Villa Rodogallo. Senza dimenticare la torre di difesa contro le scorrerie dei pirati Turchi, frequenti nel nostro territorio nei secoli XVI e XVII, la "la casa Nucida", che porta incisa nell'architrave la data del 1693, ed il frantoio ipogeo, scavato nella roccia, che fu proprietà Ravenna, dove si legge la data del 1696. Forse proprio per le notevoli testimonianze storiche presenti, oltre che per la fertilità del suo terreno, la Frazione è stata da sempre ambita e contesa dai Comuni limitrofi. Alezio ne posseddette una parte dal 01.01.1855, epoca della sua autonomia amministrativa, al 28.06.1928, giorno in cui con Regio Decreto n. 1793, il Re Vittorio Emanuele III aggregava la piccola frazione di San Simone al Comune di Sannicola. Tale Decreto fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia il 9 agosto del 1928.

Pro Loco Sannicola

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