VILLA STARACE

Questa villa, che ora si trova ai margini dell' abitato di Sannicola, in direzione ovest, fu portata in dote dalla gallipolina Francesca Vetromile al marito Luigi Starace, esponente di una famiglia di ricchi commercianti di olio e vino, originari della Campania, stabilitisi da alcune generazioni nella cittadina ionica. ...
Il padre di Francesca, il medico Felice, era figlio di Pietro dei baroni di Palmireto e di Marcantonia Margiotta.
Proprio ai Margiotta, benestante famiglia gallipolina, è probabile che fosse appartenuta nel Settecento la villa insieme a tutto il terreno circostante.
Dopo il matrimonio nel 1880, don Luigi Starace e la moglie donna "Chicchina" (come veniva chiamata da tutti), si trasferirono presso questa dimora la quale, come diverse altre della zona, fu ristrutturata nel corso dell' Ottocento, forse proprio in occasione di questa unione.
Originariamente la villa, la cui parte retrostante fu costruita a ridosso della Via "Sallentina" identificata dal prof. Musca, era dotata di un vasto appezzamento di terreno sia sul davanti che ai lati, il quale è stato progressivamente eroso dall' espansione urbanistica di Sannicola.
La campagna antistante, infatti, confinava con la strada che oggi costeggia la scalinata della Chiesa madre ed il Municipio, e solo con uno sforzo d' immaginazione si può ricostruire il lungo viale d' accesso, cui si accedeva da un cancello sorretto da due colonne, ed i rigogliosi vigneti tutti intorno.
La struttura della villa è a C, in quanto al lungo corpo centrale a due piani sono state affiancate due ali laterali ad un solo piano, che fungono anche da terrazze. Per dare movimento alla facciata si è voluto creare, inoltre, un contrasto visivo tra piano terra e piano superiore. Il primo è caratterizzato da fasce di bugnato rustico, che corrono lungo tutta la facciata, ed accentuano in tal modo lo sviluppo orizzontale. Qui le aperture, rettangolari, sono sormontate da fasce decorative ad angolo sempre in bugnato rustico, che evidenziano, tra l' altro, un' altissima architrave.
Il primo piano, invece, è a bugne lisce, e le aperture sono sormontate da archi di scarico, reali o decorativi, con bugnato dello stesso tipo.
La facciata, poi, è impreziosita da una cornice sostenuta da mensole a coronamento della parte superiore.
Nel giardino antistante svetta una rarissima palma del tronco poderoso, il cui nome scientifico è "Jubaea Chilensis" perchè originaria del Cile, che ha una crescita lentissima e fiorisce dopo ben 60 anni.
In questa villa ebbero occasione di soggiornare, oltre a Felice Vetromile, padre di donna "Chicchina", suo fratello Eugenio e, naturalmente, la famiglia di Luigi Starace che a Sannicola godette di grande prestigio sociale.
Vi vissero poi la triestina Ines Massari, moglie di Achille Starace, con i figli Fanny e Luigi, e don Salvatore, fratello di Achille e stimato medico condotto.
In epoca fascista, quando, molto di rado, il gerarca Starace ritornava per qualche giorno a trovare i genitori e la sua famiglia, si formavano qui lunghe file di persone provenienti da tutto il Salento per omaggiare o chiedere qualche intercessione. Caduto il fascismo, la villa fu requisita precauzionalmente per un' inchiesta governativa sugli illeciti profitti del regime fascista e poi rimase in abbandono per molti anni, subendo ogni sorta di razzia e vandalismo.
La villa, proprietà Vergine dagli anni '70, oggi ospita un ristorante. 

Fonte: "Ville e giardini dell'areao Jonica e del Salento" Luigi Bidetti

Pro Loco Sannicola

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